CASTRONOVO DI SICILIA

Abitanti Castronovesi
C.A.P. 90030
Municipio Piazza Municipio
Altitudine S.L.M. (In Metri) 680
Superficie (In Kmq.) 199,92
Tipo Di Superficie montagna interna
Distanza Da Palermo (In Km.) 72
Si Raggiunge da
S.S. PA-AG
Stemma
Torre sormontata da aquila
Gonfalone Azzurro
Patrono S. Vitale (2a domenica di agosto)
Diocesi Palermo
Parchi e riserve Monte Carcaci
Località Castronovo di Sicilia Scalo
Marcatobianco,
S. Maria di Bagnara
Zone archeologiche Monte Cassiero

Dominata dalle ripide balze del Pizzo della Guardia, sorge Castronovo, in posizione elevata su un terrazzo che si affaccia sulla Valle del Platani.
Le sue origini sembrano essere remote, visto che sul monte Cassaro, presso il paese, si trovarono rovine di un imponente impianto urbano, identificato come la città sicana di Castra, distrutta dai Romani durante le guerre servili.
Abbandonato il sito, i pochi superstiti si trasferirono sulla rupe di S. Vitale, dove sono ancora visibili resti di costruzioni e fortificazioni della cosiddetta "Casa dell'Emiro" e della chiesa della Madonna dei Miracoli, del periodo bizantino e di età successive.
Durante l'invasione araba, la cittadina fu nuovamente distrutta e poi successivamente riedificata dagli stessi invasori, con il nome Kars Nubu, ossia Castronovo. Qui vi costruirono due casali: "Rabat" accanto a una ricca sorgiva d'acqua e "Rakal-biat", una borgata denominata poi S. Maria di Bagnara, distrutta in parte da una frana nei primi del Settecento.
Cacciati gli arabi dalla Sicilia, nel 1077 il centro passò sotto le mani del conte Ruggero, che la donò a Ruggero Barnavilla.
Castronovo, anche essendo "università" ossia città direttamente governata dalla corona, dovette subire il pubblico mercato.
Passò, infatti, a Rinaldo Barnavilla, successore di Ruggero, che la perse per aver preso parte alle perturbazioni politiche durante il regno di Guglielmo I.
Nella seconda metà del XIV secolo il paese cadde sotto il dominio delle più potenti famiglie siciliane e per prima dei Chiaramonte, ed in particolar modo di Manfredi Chiaramonte, che dichiarò l'indipendenza siciliana al Parlamento riunito nella Chiesa di S. Pietro e che, giudicato ribelle da re Martino, fu decapitato. Fu poi dominio dei Moncada, nuovamente dei Chiaramonte e poi dei Gaetani fino al 1491, anno in cui i cittadini riacquistarono, pagando ingenti somme di riscatto, la qualità di fedeli sudditi della Corona.
Per altri 145 anni Castronovo si mantenne nell'ambito del regio demanio, fino a che, nella prima metà del 600, lo stesso fu costretto a rivenderla, a Domenico Di Giovanni, per sopperire alle spese sempre più onerose della corona di Spagna.
Numerose sono le opere d'arte in Castronovo. La più importante è la Chiesa Madre, dedicata alla SS. Trinità, iniziata nel 1404, e ricostruita nel XVIII secolo su una precedente fabbrica, e della quale restano un portale e alcune finestre ogivali. Conserva al suo interno numerose opere d'arte, tra le quali una Madonna della Catena di scuola gaginesca, una Epifania del Buttafuoco, uno scrigno in avorio del XII secolo e una statua tardo quattrocentesca di S. Pietro ed altro.
Vi sono poi la Chiesa di S. Francesco, eretta nel 1587, ingrandita nel 1732 e restaurata nella seconda metà dell'800; la Chiesetta di S. Rosalia, innalzata in occasione di una grave calamità, quale la peste bubonica; la Chiesa della Madonna del Rosario con un portale barocco e decorata all'interno con gli stucchi di A. Messina.
Infine, vi è da ricordare il Fonte Regio, ricco di decorazioni in pietra dura, realizzato nella seconda metà del XVI secolo.
Tra le manifestazioni popolari bisogna ricordare la festa patronale di S. Vitale, la festa della Madonna della Bagnara (1a domenica di settembre), la festa della Madonna del Rosario (7 ottobre) e la festa di S. Elisabetta (17 novembre).

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