GERACI SICULO

Abitanti Geracesi
C.A.P. 90010
Municipio Piazza Municipio 1
Altitudine S.L.M. (In Metri) 1.077
Superficie (In Kmq.) 112,97
Tipo Di Superficie montagna interna
Distanza Da Palermo (In Km.) 120
Si Raggiunge da
A 20 PA-ME
(uscita Cefalù s.s. 113
dopo Castelbuono)
Stemma
Falco con corona (al centro),
Due scale negli artigli (ai lati)
Gonfalone Azzurro
Patrono S. Bartolomeo (23-24/8)
Diocesi Cefalù
Parchi e riserve Parco delle Madonie
Località Abbate, Monte Dedaro, Montelavano,Portella del Bafurco,
Purgatorio, Rupe
Zone archeologiche Castello Ventimiglia
Musei Reperti della Cultura,
della flora e della fauna

L'etimologia del nome è fatta derivare dal greco Jerax, ossia "roccia infestata dagli avvoltoi".
La sua storia è da farsi risalire al dominio greco-bizantino in Sicilia, quando si individuava il sito come luogo fortificato. Nel 1072 circa la cittadina fu espugnata da Ruggero, che successivamente la cedette in forma di vassallaggio, a Serlone che ne diventò conte.
Ma è probabile che la vittoria normanna non significò, per la comunità araba insediata, l'abbandono del paese, né la definitiva rinuncia per l'esercito musulmano che riuscì facilmente a resistere ai nuovi invasori.
I musulmani infatti tentarono nuovamente la conquista del castello di Geraci e in questa occasione il conte Serlone perdette la vita e la contea fu assegnata ad Engelmaro che però, secondo la testimonianza di Malaterra, si ribellò al conte Ruggero sostenuto anche dalla maggioranza della popolazione, che in quel periodo era ancora araba.
Ruggero dovette quindi, ancora una volta, assediare la cittadina per riottenerne il definitivo possesso.
Nel XIII secolo Geraci pervenne ai Ventimiglia e precisamente ad Enrico che, contraendo matrimonio con Isabella normanna, contessa di Geraci, rimasta vedova di Alduino, conte di Ischia, rese contea la cittadina.
Nel 1440 Giovanni Ventimiglia ottenne il titolo di marchese e così Geraci fu elevata al rango di "marchesato", il primo in Sicilia.
Il simbolo della città è il Castello. Oggi è solo un rudere e ne rimane solamente la Chiesa di S. Anna, costruita nel 1312 da Francesco Ventimiglia come Cappella della famiglia.
Splendida è la Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria Maggiore. La prima costruzione è del XII secolo, ma in seguito fu ampliata e restaurata. Di stile tardo-gotico, presenta nella facciata un bel portale ogivale e la quadrata bassa Torre campanaria, dalla cuspide rivestita da maiolica policroma. Al suo interno troviamo la produzione gaginiana con la sua splendida Annunziata, stupendi calici del XV e XVI secolo, un ostensorio di Pino di San Martino, oreficerie siciliane e tantissimi paramenti di scuola siciliana.
Interessanti sono anche:
la Chiesa di Santa Maria della Porta, del XV secolo, dove vi sono, oltre alle pitture di stile bizantino che testimoniano l'esistenza di una struttura preesistente, la statua della Vergine con Bambino di Domenico Gagini.
la Chiesa di Santo Stefano, del XVII secolo, unico esempio di chiesa su pianta a croce greca in tutte le Madonie, che è decorata all'interno con stucchi barocchi.
la Chiesa di S. Bartolo, già esistente nel XIV secolo, restaurata in età recente, che conserva all'interno una edicola di scuola gaginesca.
Geraci comunque, oltre che per le opere d'arte, è anche nota sia per le sue acque oligominerali, che per le sue feste folcloristiche come quella della "Carvaccata d'i vistiamarà" (la cavalcata dei pastori) legata alla tradizione del mondo feudale dei Ventimiglia, dove cavalli e muli vestiti a festa sfilano in corteo e i pastori che vi partecipano offrono ai bambini piccole forme di formaggio lavorato a mano che raffigurano animali e uccelli.

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