Venti miliardi per incentivare le
attività della piccola e media impresa a Palermo, grazie alla concessione del prestito
d'onore per la realizzazione dei progetti aziendali. Il finanziamento è stato definito da
un protocollo d'intesa firmato fra "Sviluppo Italia", l'Agenzia del Ministero
del Lavoro e il Comune di Palermo.
L'accordo è stato illustrato nel corso del convegno "L'impresa siciliana incontra il
capitale di rischio".
Ai lavori erano presenti Carlo Borgomeo e Dario Cossutta, amministratori delegati di
"Sviluppo Italia" e l'assessore comunale alle attività produttive Giuseppe
Ferrante.
"In Sicilia, e a Palermo, c'è una classe imprenditoriale viva che deve essere
stimolata e sostenuta, quella che ha le migliori prospettive, in tutto il
Mezzogiorno". Queste le parole di Carlo Borgomeo, amministratore delegato
dell'agenzia governativa che coordina e raccoglie tutti gli interventi funzionali allo
sviluppo della piccola e media impresa.
Di seguito, i fatti: "L'agenzia - dice Borgomeo - ha già firmato un protocollo con
il Comune di Palermo, per l'avvio di un'attività di micro credito".
La stipula prevede un budget di venti miliardi che sarà gestito dallo sportello unico per
le imprese del comune, in sostegno dei giovani imprenditori che presentino progetti di
rilievo. Si tratta, in sostanza, di prestito d'onore ma stavolta decentrato. Ed è,
storicamente, la prima occasione che prevede un accordo di questo tipo tra un ente locale
e l'agenzia, con Palermo che ha tagliato il traguardo, battendo sul filo di lana altri
ipotetici concorrenti.
L'assessore comunale alle attività produttive, Giuseppe Ferrante, ha buon gioco nel
segnare un altro punto sul suo personalissimo taccuino delle cose fatte.
"Col progetto Urban - dice Ferrante - abbiamo già creato novanta imprese artigiane
nel centro storico.
Il ricorso allo sportello unico, inoltre, darà la possibilità di istituire pratiche
omogenee per ogni progetto e di seguirli passo dopo passo, grazie ad un percorso univoco,
evitando disagi e dispersione burocratica".
L'accordo è stato presentato nel corso di un convegno promosso in cooperazione con Aifi,
sulle opportunità eventuali per le imprese siciliane offerte dagli investimenti nel
capitale a rischio.
"Il nostro Paese - ha sottolineato Giuseppe Costanzo, presidente degli industriali di
Palermo, nel suo intervento - è entrato a pieno titolo nel circuito internazionale dei
capitali. Circa sessanta investitori hanno riversato sulla piccola e media impresa
italiana 1.830 miliardi di lire nel 1998, acquisendo partecipazioni in ben 227 imprese, di
queste solo quattro in Sicilia".
Il piatto forte della giornata, però, resta proprio l'annuncio del "matrimonio"
tra Sviluppo Italia e il Comune di Palermo.
Roberto Puglisi |

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